giovedì 29 ottobre 2009

L'area in questione è l'ex caserma Lamarmora

Due secondo l'assessore Picchi gli obiettivi dell'ennesima variante urbanistica: riportare la dogana d'acqua all'"antico splendore"e dare qualche decina di case agli sfrattati a canone ribassato del 25% rispetto al valore dimercato.
L'area in questione è l'ex caserma Lamarmora, attualmente di proprietà comunale insieme ai terreni adiacenti, destinata secondo il vigente RU a servizi.
Oggi ospita scuole, un centro homeless, una palestra e qualche famiglia. Nel lungo periodo dell'emergenza abitativa, dagli anni 80 ai nostri giorni, è capitata (ma potrebbe ricapitare) la necessità di utilizzare il vecchio edificio per sostenere la sistemazione provvisoria di nuclei familiari con problematiche di relazione sociale.
Intanto, nei 20 anni trascorsi, le zone centrali e centro nord si sono impoverite diservizi essenziali; lo strangolamento da traffico causato dall'incremento esponenziale di unità abitative è stato esasperato da una fisiologica riduzione dei posti macchina: dunque, il sistema sociale e abitativo rischia un effetto di default. Non solo per la mancanza di parcheggi (che pare l'emergenza strategica di questa Amministrazione); quanto per una contrazione significativa degli standard urbanistici; mancano infatti asili e scuole dell'obbligo pertinenziali, ludoteche, biblioteche, centrisociali, zone alberate e spazi per il gioco e relax pubblici.
I mq a servizi,5 mq a cittadino, ( che rappresentano complessivamente1/4 del necessario),si sono ulteriormente ridotti.: perfino il Paradisino, come sappiamo, è stato riciclato in palazzo residenziale con una operazione assolutamente chirurgica. Per questi motivi proprio non convince(quanto all'ex Caserma Lamarmora) la scelta di variante urbanistica che al posto di aree a servizi destina la zona a residenze, servizi alle imprese e garage privati. Operazione che comporta la vendita di quasi 2/3 della pubblica proprietà, in cambio di una limitata dotazione di appartamenti comunali a prezzi calmierati,f inanziati dalla Regione. Finanziamenti che, perconverso, potrebbero essere diversamente allocati nel Palazzo del Borro, concorrendo alla necessaria operazione di restauro e ristrutturazione di un bellissimo edificio comunale nel centro della Venezia.
Nell'area dell'ex Caserma, strategica per il centro-nord, occorrerebbe far convergere finanziamenti europei (che esistono) e,attraverso un ampio concorso di idee, destinarli alla realizzazione di servizi di quartiere giudicati dalla collettività prioritari ed essenziali; una esperienza insieme di "sprovincializzazione" e di urbanistica partecipata da parte dei livornesi.
Capitolo Dogana d'Acqua.
Anche su questo punto sembrerebbe piu'ragionevole uno studio globale del sistema fossi, porto, fortezze, fondaci, per un recupero anche funzionale delle vie d'acqua.
L'obiettivo annunciato dall'Assessore è meramente conservativo e non soddisfa (in linea con l'intera operazione) alcuna esigenza reale.
Quanto all'obiettivo "sociale" della variante,non èdavvero sostenibile. Peraltro, da un calcolo attendibile risulta comedei 10.000 mq complessivi in cui insiste la proprietà comunale, solo3000 sarebbero coperti dal finanziamento della Regione. I restanti 7000 sarebbero ceduti a privati con un saldo certamente negativo per la città e, in particolare, per le stesse aspettative della cosidetta "fascia grigia"che con questa operazione si vorrebbe ricollocare.
Daria Faggi
Sergio Nieri
Coordinamento Osservatorio Territoriale Trasformazioni Urbane.

Livorno,li 29.07.2006

Nessun commento:

Posta un commento