giovedì 18 febbraio 2021

Le baracchine del lungomare livornese di une fase di studio di Daniela Bertelli Daria Faggi Tommaso Tocchini


Dario Matteoni nei giorni scorsi  ha  espresso il suo parere sul programma di demolizione delle baracchine del lungomare urbano deciso dal Comune di Livorno.

L’intenzione del Comune era apparsa sulla stampa già da qualche tempo, ma non si era aperta in proposito una fase di approfondimento da condividere extra Palazzo, come se la scomparsa delle strutture di un sistema di servizi ed esercizi pubblici, frutto di uno studio  organico ed articolato degli uffici tecnici comunali e del progetto di Cristiano Toraldo di Francia, non dovesse costituire almeno argomento di informazione e di confronto. (ancora una volta si ribadisce l’importanza di un vero Urban Center e la sua funzione)   

La nuova tendenza comunale sembra la ricerca di facili soluzioni nelle piccole come nelle grandi questioni,   la scelta della semplificazione, pur di sbarazzarsi di problemi “fastidiosi”, nascondendo in questo caso il problema di una gestione incontrollata e come sempre ignorando le conseguenze di tale approccio.

Ci riserviamo di esprimerci in maniera circostanziata sul caso, cosa che richiede tempo e applicazione, che in questo periodo sono indispensabili, perché impraticabili  sono i confronti diretti e tempestivi per le restrizioni ed rispetto della distanza sociale, situazione emergenziale che sembra agevolare invece i centri decisionali che limitano così i contraddittori.  

Concordiamo con le conclusioni di Dario Matteoni, opportunamente sollecitato dal Tirreno, con le linee da lui suggerite per salvaguardare le baracchine di Toraldo, chiedendo al Comune di avviare una fase di studio e riflessione prima di procedere ad operazioni irreparabili.

da lui suggerite per salvaguardare le baracchine di Toraldo, chiedendo al Comune di avviare una fase di studio e riflessione prima di procedere ad operazioni irreparabili.


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