venerdì 3 ottobre 2014

Via Goito Orto Urbano Benecomune di Daria Faggi




Urbanistica e orti urbani.

Prendere il governo della città è un rischio e una fatica improba, dopo anni di monopolio PD. Di certo si è infranto il connubio tra portatori d’interesse privato, imprenditori senza rischio, e partito di governo cittadino, insomma si è rotto il compromesso storico che ha legato insieme i poteri economici e politici della città, e dunque volano gli stracci e si consumano le ritorsioni.
Come interpretare altrimenti l'improvviso risveglio d’interesse per un'area di trasformazione a servizi (art 44) di cui si è lasciato decadere il termine stabilito per la convenzione per una parziale edificazione, e su cui non insiste a oggi nessun progetto?
Noi crediamo che non di nuove case in costruzione abbiamo bisogno, quanto di utilizzare lo sfitto e i vuoti a perdere, di avere a disposizione appartamenti in affitto a prezzi sostenibili, e appunto orti urbani e spazi di aggregazione. Ci sono in città due fronti opposti e divaricanti, l'uno che vuole difendere il potere e le ricchezze consolidate, e criminalizzare i lavoratori senza più lavoro che provano a organizzare la resistenza civile, l'altro che appunto rappresenta la resistenza cittadina di contro un potere economico e politico alleati con un patto di non belligeranza che ha garantito rendite parassitarie, al posto di eque rendite ed equi profitti. Insomma della specie di Benetti, che avendo già realizzato profitti ben superiori agli investimenti, vendendo le aree per costruire case dove erano previsti servizi a un porto turistico nel Mediceo, che infatti non c'è (forse perché non avrebbe più alcun senso insistere con la Bellana), ora vuole il grande bacino per le riparazioni navali a suo uso esclusivo per le sue barche di lusso, che può in qualsiasi momento delocalizzare altrove. I riparatori navali (meno legati all’ex amministrazione locale?) resterebbero a bocca asciutta. Del resto il monopolio è un fatto normale a Livorno, dalla cultura al commercio alle costruzioni. Visto che sono sempre gli stessi soggetti a operare, siamo sicuri che siano i migliori? Non sempre le coop. hanno saputo smarcarsi da questa palude, anzi troppo spesso hanno finito a essere molto simili alle imprese invece di un modello diverso di operatori attenti più al sociale che all'economia, comprese le coop di costruzione. Nel caso di via Goito, tra l'altro, l'area edificabile è concentrata in una sottile fascia a bordo dell'appezzamento, che tanti giovani e meno giovani di buona volontà, hanno trasformato da discarica abbandonata in buon terreno coltivato, con rispetto e autodisciplina ammirevoli. Dunque la loro presenza non ostacolerebbe la costruzione di nuove case, se proprio non se ne può fare a meno, e comunque non prima che siano stati forniti finalmente i dati conoscitivi del PRG vigente dagli uffici di urbanistica, oggi semi paralizzati. Personale qualificato e risorse ci sarebbero se fossero riorganizzati e messi in grado di funzionare. Così magari potremo conoscere, in quel turbinio d’indici spostati da un'area di trasformazione all'altra, le trasformazioni realizzate negli anni, ricostruendo con precisione i volumi consumati e quelli residuali, visto che negli incontri infruttuosi con l’ex responsabile dell'urbanistica, organizzati dall'assessore Grassi all'urbanistica, è emerso che nessuno si è preoccupato di rendicontare ogni anno lo stato di avanzamento della realizzazione del PRG, così come era previsto dalle normative del piano mai attuate. Solo l'OTU a quanto ne sappiamo, ha richiesto un consuntivo dal comune, che non è stato mai consegnato all'osservatorio di urbanistica e alla città, alla faccia della trasparenza.




Livorno 3 ottobre 2014

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